“La pandemia ha condensato in una manciata di mesi una decade di trasformazione digitale”. Si apre così la sezione dedicata al lavoro ed a smart working e home office nel Future Today Institute Tech Trends 2022, che mette il focus sulla sicurezza degli spazi di lavoro remoti e sui loro sviluppi, come le comunità hyperlocal.
Nel mondo post pandemico moltissime aziende hanno mantenuto un forte orientamento al lavoro da remoto. La velocità con cui ci si è trovati ad affrontare questa nuova realtà impone però alcune riflessioni: accanto alle rinnovate (e innovative) opportunità, dobbiamo fare i conti con alcune criticità significative.
Ecco alcuni dei punti salienti indicati in apertura nel report di FTI:
- Più donne negli organici lavorativi: home office e orari flessibili possono aiutare a superare le barriere di genere per le assunzioni;
- Ridistribuzione dei lavoratori altamente qualificati: il lavoro da remoto ha portato a un esodo costante dalla Silicon Valley verso altre zone degli Stati Uniti;
- Ridefinizione dell’imprenditoria: sono oramai circa 2 milioni i content creator che lavorano online a tempo pieno;
- Spazi di lavoro remoti non sempre sicuri: gli strumenti sui quali si fa affidamento per lavorare a distanza hanno bisogno di una cybersecurity innovativa.
La forma degli spazi di lavoro remoto: il futuro è smart working e home office?
Il Tech Trends 2022 di FTI stila una lista di startup che sono nate con lo scopo preciso di dare una forma all’ambiente fluido e poco rassicurante del lavoro da remoto di oggi. Teamflow e’ un esempio di come si possa riportare in 2D la sensazione di essere in ufficio.
Tramite mappe virtuali e alcuni accorgimenti (voci ascoltabili solo in prossimità di altri avatar, decorazioni stagionali, animali virtuali), l’utente può sentirsi coinvolto dall’ambiente, proprio come se fosse sul posto di lavoro.

Remote è una startup che si focalizza sulla gestione di un team multiculturale che facilita l’assunzione, i pagamenti e l’offerta di benefit anche verso impiegati di nazioni remote. Il suo prossimo obiettivo è quello di riuscire a offrire un supporto per i visti e le leggi sull’immigrazione.
Turing, invece, è una piattaforma basata sull’intelligenza artificiale che cerca di riempire il gap tra aziende e sviluppatori. In questo modo diventa molto più semplice ingaggiare e gestire una squadra di ingegneri anche da remoto.
Sicurezza e smart working: la cybersecurity per l’home office
Lavorare da casa ha anche alcuni risvolti negativi. Una delle sezioni del report è dedicata alla sicurezza del lavoro da casa. Molti CISO (Chief Information Security Officer) hanno esternato preoccupazioni sulle reti domestiche utilizzate dagli impiegati.
Le statistiche parlano chiaro: un’indagine di Deloitte ha riportato che il 25% dei lavoratori ha notato un aumento di spam, tentativi di phishing e email fraudolente nelle loro caselle postali di lavoro.

La vulnerabilità delle connessioni casalinghe può essere una breccia fatale che permette agli hacker di rubare dati aziendali, segreti industriali e conversazioni private, rischio condiviso anche per tutti i sistemi di smart home non necessariamente connessi a processi di smart working.
Le soluzioni da mettere in atto, suggerisce FTI, sono l’autenticazione a due fattori o il rafforzamento delle impostazioni di privacy per le reti Wi-Fi domestiche. Si può anche fare affidamento su assicurazioni per la responsabilità informatica, oppure sul supporto di tecnici che curino la sicurezza delle connessioni casalinghe degli impiegati in loco.
Il sogno delle comunità hyperlocal
Il Tech Trends 2022 si sofferma anche su uno scenario, tutt’altro che prossimo, strettamente collegato allo sfruttamento dei nuovi spazi di lavoro remoti. Si tratta delle comunità hyperlocal, un modello societario basato sull’autosufficienza e sui valori condivisi. In questa nuova realtà, ogni singola società si sostiene tramite lo sfruttamento di fattorie verticali, biofonderie per la produzione di medicinali e stampanti 3D per la creazione di materiali, vestiti e beni di consumo.

Ogni comunità si stringe intorno ai suoi valori: c’è quella capitalista, quella egualitaria, quella che si nutre di cibi vegani e quella che si focalizza sull’estetica. I viaggi sono ridotti al minimo, poiché il lavoro da remoto e l’autosufficienza delle comunità hyperlocal permettono di contribuire alla società umana senza doversi spostare fisicamente. Si tratta dunque di un modello di vita sostenibile, che riduce al minimo l’impatto dell’inquinamento prodotto dai mezzi di trasporto. Sebbene sia un’idea molto lontana in termini di attuabilità, lo scenario si è meritato una menzione da parte del report di FTI.
Lacune normative
La sezione dedicata da FTI al WFA (Work From Anywhere) sottolinea l’importanza di nuove normative che supportino il lavoro da remoto. Gli esempi sono Spotify e Twitter, due aziende che hanno deciso di puntare tutto sulla flessibilità, comprese le ore di lavoro asincrone. OPM (Office Personnel Management) e UE hanno già fatto un passo in questo senso, cercando di adeguare le politiche del lavoro ai nuovi scenari. Gli impiegati che sfruttano l’home office, però, hanno bisogno di essere protetti.
Se, da una parte, i nuovi spazi di lavoro remoti creano nuove opportunità, permettendo di accedere ai talenti di tutto il mondo, dall’altra la distanza sociale può portare a problemi rilevanti di salute mentale. L’impatto delle emissioni diminuisce: il vero risultato sull’inquinamento, però, è tutto da vedere. L’ultimo punto sensibile è spesso sottovalutato nelle considerazioni generali.
Il Tech Trends 2022 avverte che il lavoro da remoto può produrre rilevanti disparità sociali. Il WFA, infatti, è un privilegio riservato ai cosiddetti white-collar. I “colletti bianchi” sono impiegati, manager, più in generale tutti coloro che non devono sporcarsi le mani in un lavoro che richiede prestazioni fisiche.
Chiosa sulle infrastrutture: per concedere a tutti la possibilità di usufruire di spazi di lavoro remoti, bisogna fare in modo che le connessioni siano abbastanza potenti anche nelle zone rurali. Insomma, l’inclusione e l’impatto sociale rimangono temi sensibili sui quali è necessario interrogarsi oggi per ottenere un futuro sostenibile sotto tutti i punti di vista.
Aziende da tenere d’occhio:
La nuova Gig economy dei content creators
L’ultimo riferimento del Future Today Institute Tech Trends 2022 nella sezione “Lavoro” parla dei content creators. Con quasi 2 milioni di lavoratori full-time che creano contenuti online, si sottolinea come il talento si stia spostando inesorabilmente fuori dai grandi brand e dalle piattaforme. Grazie agli spazi di lavoro remoti i creators stanno creando nuovi modelli economici che si rivolgono direttamente ai consumatori.

Una serie di startup as-a-Service si stanno affiancando a questi lavoratori per supportare la Gig economy di ultima generazione. Tutti i principali player (TikTok, Youtube, Snapchat) si stanno muovendo nella direzione dei creators, ben consapevoli del fatto che la spesa mondiale degli utenti nelle app social ha toccato i 6,78 miliardi di dollari nel 2021.
Aziende da tenere d’occhio:
