Home of Things (HoT): un trend in rapida ascesa

Che cosa significa Home of Things?

Con il termine Home of Things (HoT) si indica una branca dell’Internet of Things, termine riferito, all’estensione di internet al mondo degli oggetti e dei luoghi concreti.

Home of Things ne è l’applicazione in ambito domestico: un trend tecnologico in rapida ascesa che contempla l’utilizzo della rete per l’interconnessione dei dispositivi smart utilizzati in ambito domestico.

L’ applicazione dell’informatica e dell’elettronica alla gestione dell’abitazione è realtà da diversi anni ormai ma, in modo piuttosto rapido, si sta arricchendo di nuove funzionalità avanzate.

Questo è quanto emerge dall’ultimo report del Future Today Institute, report relativo ai Trend tecnologici 2022 – 15° Tech Trends Report.

Il Future Today Institute è una delle principali società mondiali di consulenza strategica, la cui attività consiste nell’individuare le tendenze tecnologiche emergenti, seguirne lo sviluppo e l’impatto che esse avranno  sull’economia.

L’ultimo report del FTI ha individuato circa 600 tendenze che sono state racchiuse in in 13 macro-categorie

Una di queste categorie è proprio l’HoT (Home of Things).

Lo sviluppo dell’Home of Things – HoT

L’HoT ha percorso un proprio sentiero di sviluppo, accelerato notevolmente dall’avvento della pandemia.

Il Covid e il conseguente lockdown, infatti, hanno contribuito a modificare il rapporto delle famiglie con la propria abitazione. Costretto in casa, ognuno di noi ha spostato tra le mura domestiche lo svolgimento delle attività giornaliere quali lavoro, studio e sport.

La nostra casa ha ritrovato la posizione centrale che probabilmente aveva in parte perso, e tutto ciò si è tramutato in una rinnovata attenzione verso ciò che rende più confortevole la nostra permanenza tra le mura domestiche.

Sempre la pandemia, inoltre, ha accelerato il processo di digitalizzazione già in atto, contribuendo alla diffusione dei dispositivi intelligenti e l’applicazione dell’IoT in ambito domestico.

Le aziende produttrici di questi device immaginano  abitazioni iperconnesse in cui si abbiala possibilità di gestire automaticamente e da remoto gli impianti e i dispositivi interni grazie ad internet, e che garantirebbero vantaggi notevoli dal punto di vista logistico, del risparmio energetico e della sicurezza.

Grandi protagonisti dell’Home of Things sono gli assistenti vocali, dispositivi comandabili tramite la voce che consentono di ricevere informazioni e impartire comandi. Gli assistenti vocali sono stati un vero e proprio traino nella vendita di dispositivi smart e, quindi, nella diffusione del concetto di case intelligenti.

Piattaforme HoT

Cosa sono le piattaforme HoT?

Per piattaforma HoT si intende generalmente un’infrastruttura cloud dove vengono elaborati i dati trasmessi dai dispositivi fisicamente presenti nelle nostre case.

Allo stato attuale, le piattaforme HoT sono appannaggio di pochi big player come Google, Amazon ed Apple,  i quali sono i soli ad avere le risorse per la ricerca, lo sviluppo e la commercializzazione di questi prodotti e servizi e che,  quindi, dominano il mercato. Basti pensare agli assistenti vocali al momento in commercio.

Inoltre, ciascuna delle piattaforme esistenti comunica con dei dispositivi che raramente riescono ad operare su più di una di esse.

Quindi, se da una parte i dispositivi HoT stanno diventando sempre più popolari, dall’altro l’interoperabilità e l’integrazione dei sistemi è in netto ritardo.

Alcune società stanno studiando dei protocolli che riescano a far comunicare i diversi sistemi lasciando intravedere un miglioramento nel livello di interoperabilità. È questo il caso della Connectivity Standards Alliance che ha sviluppato un nuovo protocollo chiamato Matter, che funge da interfaccia tra i dispositivi.

Nonostante queste iniziative però, le big tech sono naturalmente restie ad adottare soluzioni che sostengano una reale concorrenza, preferendo una forte fidelizzazione della propria base clienti, basata anche su queste barriere di uscita dai propri ecosistemi tecnologici.

E non c’e’ da stupirsi, se secondo l’Osservatorio della digital innovation del Politecnico di Milano, solo in Italia questo mercato valeva mezzo miliardo, contro i 16.7 degli Stati Uniti

 

home of things valore mercato

 

Retrofitting di vecchie case con la nuova tecnologia

A prescindere dai problemi di integrazione tra sistemi, i dispositivi per la casa intelligente continuano a diffondersi. Una conseguenza interessante della crescita di tale mercato è lo sviluppo di una nuova nicchia,  costruita intorno agli interventi sulle abitazioni più obsolete per trasformarle in case intelligenti.

Per identificare questo fenomeno si parla di retrofitting. Dotare la propria abitazione di sensori, elettrodomestici e gadget intelligenti, consente agli utenti di automatizzare le attività quotidiane, regolare automaticamente gli impianti e, di conseguenza, aumentare la loro efficienza energetica.

Diritto alla riparazione

diritto alla riparazione

 

La diffusione di dispositivi tecnologici legata alla HoT è strettamente connessa al cosiddetto diritto alla riparazione.

Cosa significa diritto alla riparazione?

Siamo più o meno tutti consapevoli del concetto di obsolescenza programmata, ovvero quella pratica industriale per molti prodotti non vengono progettati per durare il più a lungo possibile quanto per permettere ai produttori di pianificare i propri cicli produttivi.

Un esempio recente è il famoso Batterygate, per cui Apple fu condannata nel 2020 a pagare una multa di 200 milioni per aver intenzionalmente ridotto, da remoto, la performance degli iPhone più obsoleti.

Leggenda vuole che il concetto di obsolescenza programmata sia stato teorizzato per la prima volta negli anni ‘20 del secolo scorso dal Phoebus Cartel, un consorzio statunitense dei maggiori produttori del comparto elettrico preoccupati della sostenibilità delle proprie aziende, messa a rischio da lampadine troppo performanti capaci di durare per quasi un secolo.

In risposta a questa pratica, che nel mondo della produzione globale ha un enorme impatto negativo in termini di produzione di rifiuti , in molti Paesi si stanno studiando strumenti legislativi per il cosiddetto  “diritto alla riparazione” che obblighi i produttori di elettrodomestici a utilizzare standard comuni nei processi produttivi, consentire riparazioni e utilizzare parti intercambiabili.

I movimenti a tutela dei consumatori si sono parecchio battuti in questo senso, tanto in Europa quanto negli Stati Uniti.

Per quel che riguarda l’Europa, possiamo dire che i deputati del Parlamento europeo hanno sostenuto questa lotta chiedendo che i prodotti fossero progettati per avere un ciclo di vita più lungo ma anche per essere riparati in modo semplice e sicuro.

Per quanto riguarda i dispositivi digitali in modo specifico, un tema chiave è sviluppare una maggiore attenzione verso eventuali aggiornamenti affinché questi non compromettano il funzionamento dei dispositivi stessi.

La Commissione Europea ha annunciato un proprio atto legislativo sul diritto alla riparazione ispirato ai principi dell’economia circolare, mentre fioriscono le iniziative private, tra cui citiamo la rete RightToRepair.eu

HoT e sicurezza

Un’altra questione urgente da affrontare a seguito della diffusione dell’HoT è certamente quella relativa alla sicurezza. Nei mesi e negli anni a venire, infatti, si prevede che gli hacker prenderanno sempre più di mira i dispositivi HoT con botnet e attacchi malware.

Per preservare la privacy delle persone, le aziende operanti nel settore Smart Home devono dimostrare di essere conformi al GDPR e di rispettare gli standard di sicurezza nella produzione e nella vendita di prodotti smart.

In conclusione, se da una parte la crescita dei sistemi HoT pare inarrestabile, dall’altra si impone un intervento legislativo che ponga un freno alla questione dell’obsolescenza programmata e che tuteli gli utenti in termini di privacy, proteggendoli sia da attacchi mirati a sottrarre dati sensibili sia da pratiche commerciali che possano mettere a repentaglio la riservatezza dei propri spazi privati, come i servizi Surveillance as a Service

Interventi del genere, ovviamente, avranno delle forti ripercussioni sui produttori di elettronica di consumo, sui fornitori di piattaforme, sui fornitori di servizi di rete e sui fornitori di servizi cloud che dovranno adeguarsi a standard più ferrei, pena una crescita rallentata.

 

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